DIESEL VILLAGE

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Brief Progetto

Realizzazione dei nuovi Headquarters di DIESEL a Breganze, Vicenza: de-costruzione razionale della complessità ed astrazione sono state le strategie progettuali in grado di risolvere sia dal punto di vista formale che relazionale tutte le richieste poste dal cliente e dai vari e numerosi soggetti coinvolti in questo progetto vasto ed ambizioso.

Collaborazione

RESTAURO 100%
  • Superficie
    • superficie coperta 27.300mq
    • volume 350.000mc
    • uffici 35.500mq
    • workstation 1.000mq
    • magazzino 12.500mq
    • auditorium 2.000mq
    • palestra, bar+mensa, asilo aziendale
  • Importo lavori: 62.000.000 €
  • Titolare dell’incarico: Arch. Pierpaolo Ricatti
  • Servizi svolti: Progettista per conto dello Studio Ricatti
    • Progettazione preliminare
    • Progettazione definitiva ed esecutiva
  • Cliente: Diesel
  • Data: 2006/2008
  • Stato: Incarico concluso – lavori eseguiti
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Ho avuto l’occasione e l’onore di partecipare a questo prestigioso progetto a partire dalle sue origini: si trattava di progettare e costruire la nuova sede di una delle aziende di moda italiane più interessanti e creative sul mercato mondiale. Una sfida che mi ha portato a confrontarmi a fianco dell’Arch. Pierpaolo Ricatti (titolare dell’incarico) e dell’Ing. Marco Chilese (Project Manager del progetto) con una infinità di problematiche progettuali che per diversi anni sono state il pane quotidiano del mio lavoro. Nello specifico ho collaborato allo sviluppo e alla comunicazione di soluzioni per l’articolazione planoaltimetrica del complesso programma funzionale dell’azienda e ho collaborato alla ricerca delle migliori soluzioni di facciate che rappresentassero la “brand identity” di Diesel.

Il progetto è stato sviluppato in stretta sinergia con Diesel Creative Team, Arch Lars Schwarz Hansen e Arch Alessandro Giannavola.

“…E osservando con calma i nuovi spazi Diesel mi vengono in mente le parole di Giuseppe Nardini quando, raccontando il progetto che ormai li rappresenta, disse che solo dalle grandi aziende venete sarebbe potuto partire il riscatto estetico di un territorio massacrato e consumato in maniera dissennata da decenni di boom economico capillare e diffuso.

Anche se il progetto Diesel sembra fare un’ulteriore passo in avanti, non nella direzione di cercare a tutti i costi un’icona architettonica forte e provocatoria che ti rappresenti, quanto piuttosto nella costruzione di una qualità diffusa, che permei ogni ambiente, affermando la filosofia di un Gruppo in cui la creatività e la ricerca debbano essere accolti in un sistema di luoghi a misura d’uomo, in un dialogo sottile tra benessere e qualità naturale dei luoghi in cui abitare e lavorare.

L’architettura di questo nuovo intervento è sofisticata e contemporanea, ma non è urlata ed autoriale come potresti erroneamente aspettarti.

Le architetture costruite sono pensate per durare nel tempo, hanno una razionale e consapevole capacità di accogliere tutte le forme di flessibilità, mobilità e fluidità dei saperi che un luogo del lavoro attuale richiede, ma, contemporaneamente, affermano la necessità di vivere in spazi che abbiano una loro calma, pacata qualità rispettosa dei paesaggi in cui sono insediate.

Il complesso Diesel è pensato seguendo una visione chiara e fortemente razionale grazie a un sistema di corpi rettangolari composti intorno a una serie di corti organizzate su più livelli di sezione. Gli edifici si appoggiano a una leggera pendenza che scorre lungo le corti portando verde e acqua fino all’interno del cuore del villaggio. La sequenza dei flussi pedonali è ben tracciata e porta il visitatore all’interno del complesso dove è organizzata l’area più pubblica e di servizio composta dall’accoglienza, il ristorante e l’area fitness, mentre il centro congressi e l’asilo rimangono leggermente spostati rispetto al corpo principale. Il piano terra di tutto il villaggio Diesel rappresenta perfettamente la filosofia aziendale con cui si è voluto dare forma a questo insediamento, mentre i piani superiori, destinati alle diverse aree ricerca e direzionali hanno un trattamento delle facciate perfettamente in linea con la migliore architettura terziaria internazionale.

Anche i materiali scelti per i diversi rivestimenti dei tanti corpi di fabbrica indicano questa voglia di stabilità e qualità diffusa e consolidata, dal rame al legno che invecchieranno lentamente offrendo cromie e colori oggi inaspettati, oppure al dialogo costante tra interni/esterni, luce e ombra naturale, luoghi del lavoro e spazi di verde e acqua, per scoprire un’architettura in forma di villaggio che non ha il panico da invecchiamento precoce, ma che, invece, si appresta ad essere un luogo che sarà bello vedere cambiare negli anni.”

Estratto dell’intervento di Luca Molinari contenuto nella presentazione alla monografia dedicata al progetto dalla rivista Area.